Informatica ed Ecologia

Autore per Arcadigio: Informatica & Networking

La tecnologia informatica applicata alle comunicazioni ha consentito ai giorni nostri di raggiungere risultati eccezionali. Internet è un valido esempio esplicativo. Con pochi click possiamo entrare in contatto con il mondo ed avviare ricerche approfondite, in qualsiasi ambito dello scibile umano, che si concludono in un tempo quasi irrealistico se comparato alle lungaggini di un secolo fa. La globalizzazione delle comunicazioni e l’elevata capacità di condividere idee esperienze e progetti hanno incrementato la produttività di ogni singolo individuo ed in tutti i campi di applicazione, come: studio, ricerca, prevenzione, finanza, commercio e quant’altro.
Quello che molti non sanno è che ad ogni click digitato, ogni istante ed in tutto il mondo, si aumenta il livello di anidride carbonica a livello planetario. In generale, questa esternalità (negativa) dell’ICT (Information Communication Tecnology) è ravvisabile per tutti i processi informatici che si avviano da un normalissimo notebook o PC.
Ovviamente la fonte di inquinamento non è l’innocuo click di mouse bensì il processo che si avvia attraverso questo semplice gesto, che è ripetuto migliaia di volte al giorno su diversi motori di ricerca, social network, webmail service, etc.

Information-technology-green

Claude Shannon celebre scienziato e padre della Teoria dell’Informazione sosteneva la possibilità che in futuro si sarebbero potuti abbattere i consumi energetici, nell’utilizzo della rete. In pratica il consumo energetico, per ogni singolo utente della rete, potrebbe passare dai 25 watt, di oggi, fino ad un millesimo di watt. Questo dato circoscritto al singolo utente non è indicativo tuttavia se proporzionato ai miliardi di cybernauti diviene un obiettivo da raggiungere per la salvaguardia dell’ambiente.

Sulla scorta delle teorie espresse da Claude Shannon, la Bell Labs ha lanciato il progetto Green touch, che sembra essere il più ambizioso nell’ambito della green ICT. Il progetto si presenta come un vero e proprio consorzio che raccoglie aziende, ricercatori e scienziati di tutto il mondo ed impegnati in studi attinenti l’ecosostenibilità delle architetture di comunicazione informatizzata. Il consorzio ha stabilito come data di riferimento il 2020, entro la quale si dovranno raccogliere i frutti della ricerca. L’obiettivo che si intende raggiungere è la drastica riduzione dei consumi energetici dei processi informatizzati attinenti le comunicazioni (in particolar modo Internet).

Green technologyLe linee di azione del consorzio sono semplici e chiare come lo stesso obbiettivo prefissato. Le ricerche, suddivise tra i vari membri, sono rivolte alla determinazione di tecniche, dispositivi, materiali e procedure in grado di ridurre la produzione di anidride carbonica cercando di massimizzare il risparmio energetico. Il piano di lavoro proposto è, indubbiamente, ad ampio spettro, tuttavia il maggiore impulso di ricerca attiene alle tecniche di “efficientamento”dell’intera filiera ICT.

L’hardware è sicuramente l’oggetto privilegiato di tale linea strategica. Il ricorso a materiali ad alto abbattimento dell’effetto joule può incidere notevolmente tanto sul risparmio energetico quanto sulla sicurezza dei sistemi. La ricerca e formulazione di materiali innovativi interessa l’intera filiera ICT e, tra l’altro, può generare una ricaduta tecnologica in altri ambiti di applicazione come l’ingegneria edile e l’impiantistica industriale.
L’incremento di congegni di stand-by e l’estensione di essi a tutti i dispositivi ICT potrà incidere notevolmente sul risparmio energetico globale.

Anche l’attività dei software developer può incidere enormemente nell’ideazione di un era informatica ecosostenibile. L’alleggerimento dei processi di elaborazione dei dati e l’ideazione di linguaggi macchina snelli possono alleggerire il lavoro dei processori comportando efficienza del processo ed efficacia energetica. Infine il potenziamento della banda larga, su scala planetaria, potrebbe generare un calo di anidride carbonica stimato nell’ordine di 200 milioni di tonnellate. Motivo per il quale governi di tutto il mondo, compreso quello italiano, stanno tentando di regolare questo settore in quanto è percepito come ottima soluzione per la realizzazione di ambienti ecosostenibili.